Medical Center – Sesto Calende

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Dermatologia allergologica

La pelle o cute rappresenta il rivestimento più esterno del corpo umano e l’organo più esteso, con una superficie complessiva di circa due metri quadrati. Fra le sue funzioni le più importanti sono: barriera nei confronti del mondo esterno, termoregolazione e sensibilità.

Normalmente tutte le molteplici componenti cellulari che la compongono sono in equilibrio tra loro permettendo alla cute di svolgere il suo compito al meglio. Tuttavia, in alcuni pazienti questo equilibrio può alterarsi in seguito a molteplici fattori.

Ad esempio soggetti predisposti a malattie allergiche (ad esempio asma, rino-congiuntivite stagionale, allergie alimentari) possono presentare disturbi anche a livello della pelle.

In particolare tre sono le principali malattie associate a disordini allergologici: dermatite allergica da contatto, dermatite atopica e orticaria.

Lo scopo del centro è pertanto quello di effettuare un corretto inquadramento diagnostico con l’ausilio dei principali esami utilizzati in campo allergologico (patch test, RAST) al fine di poter impostare la corretta terapia modulata anche sulla base delle esigenze del singolo paziente.

Dermatite allergica da contatto

La dermatite allergica da contatto, come dice il termine stesso, è strettamente collegata al contatto continuo e prolungato con una sostanza che nella stragrande maggioranza dei pazienti non dà luogo a reazioni patologiche, ma in una minoranza di soggetti predisposti può portare alla comparsa delle tipiche lesioni eritematose (cioè rosse) vescicolose e fortemente pruriginose localizzate nelle sedi di contatto, che possono essere le più varie.

Ad esempio, un paziente con una sensibilizzazione al Nichel presenterà tipicamente un interessamento del polso (cinturino dell’orologio), della regione pubica (bottone dei jeans) e delle orecchie (orecchini di bigiotteria); invece un paziente con allergia alla parafenilendiamina (uno dei principali componenti delle tinture per capelli) potrebbe presentarsi con un forte prurito al cuoio capelluto.

Molto importante pertanto risulta essere l’anamnesi e l’attento ascolto del racconto del paziente per cercare di orientarsi in prima battuta, fermo restando che il test diagnostico di riferimento resta il Patch test.

Il ruolo di questi test è inoltre fondamentale nel sospetto di una sensibilizzazione che può avvenire anche sul luogo di lavoro, rappresentando pertanto il presupposto essenziale per il riconoscimento dello status di malattia professionale.

Da un punto di vista terapeutico, il più importante provvedimento da adottare resta quello di evitare il contatto diretto con la sostanza verso la quale si è allergici e l’utilizzo di terapie antinfiammatorie e antistaminiche in fase acuta (da assumere sempre in seguito a consulto dermatologico).

Dermatite atopica

La dermatite atopica è una patologia infiammatoria della pelle non infettiva il cui esordio coincide spesso con l’età pediatrica e tende a cronicizzarsi nel tempo, anche se può andare incontro a lunghi periodi di remissione.

Molto spesso alla base di questa malattia c’è un difetto di barriera della pelle dimostrato dalla ridotta espressione di una proteina chiamata filaggrina, fondamentale per prevenire la disidratazione cutanea ed evitare l’ingresso di agenti esterni potenzialmente patogeni (ad esempio i batteri e gli allergeni).

Si caratterizza per la comparsa di chiazze eritematose (rosse) a tratti vescicolose associate a prurito intenso, soprattutto nelle ore serali. Col passare del tempo, le lesioni possono anche ispessirsi e diventare più desquamanti (questo processo è chiamato lichenificazione e spesso si associa ad escoriazioni e prurito intenso).

Le sedi tipiche sono rappresentate dalle pieghe del gomito e del ginocchio, polsi, caviglie, viso (in particolare le palpebre) e collo.

Frequentemente il paziente può presentare diverse allergie sia ad inalanti (es. acari della polvere, graminacee, pollini di svariate piante, etc) che ad alimenti (es. nocciole, crostacei, kiwi, etc) per cui risulta molto utile eseguire uno screening con i RAST per IgE specifiche.

A volte i pazienti affetti da dermatite atopica possono presentare anche una sensibilizzazione da contatto, specialmente verso il Nichel, che può essere valutata tramite l’utilizzo dei Patch test.

Da un punto di vista terapeutico, resta fondamentale come prima linea terapeutica l’utilizzo di creme idratanti ad alto potere liporicostituente associate ad adeguate misure di prevenzione (evitare il contatto con gli allergeni, evitare di utilizzare detergenti aggressivi, utilizzare cuscini anti-acaro, etc). Nelle fasi acute della malattia sarà fondamentale il consulto col medico dermatologo per poter impostare la corretta strategia terapeutica che va attentamente modulata sulla base del singolo paziente.

Orticaria

L’orticaria si caratterizza per la comparsa di lesioni cutanee molto caratteristiche chiamati pomfi molto pruriginosi in varie sedi corporei. Essi si presentano come delle macchie eritematose (rosse) di forma e dimensioni variabili con un andamento fugace nel tempo (di norma durano meno di 24 ore e spesso hanno la tendenza a mutare rapidamente posizione).

Il meccanismo alla base dell’orticaria non è ancora del tutto noto, anche se sono stati chiamati in causa diversi meccanismi quali: la presenza di anticorpi IgE specifici per diversi allergeni, agenti fisici (contatto col freddo, oppure con l’acqua, le vibrazioni, etc…), farmaci, alimenti e stress psico-fisico.

Di solito le manifestazioni cliniche si limitano alla cute, ma in alcuni casi più gravi ci può essere un interessamento delle alte vie aeree con comparsa di edema della glottide e difficoltà a respirare tale da richiedere un accesso immediato al pronto soccorso per le cure del caso (in questo caso si parla di sindrome da orticaria/angioedema).

Una volta posta diagnosi di orticaria, è importante che il paziente si sottoponga ad un’attenta visita dermatologica allo scopo di inquadrare nel suo complesso la patologia anche tramite l’ausilio di esami specifici quali l’emocromo completo, creatinina, VES, PCR ed autoanticorpi.

In particolare risulta molto utile eseguire un dosaggio quantitativo delle IgE totali (i principali anticorpi coinvolti nelle reazioni allergiche) e delle IgE specifiche tramite l’ausilio dei RAST.

Il trattamento dell’orticaria prevede un’iniziale modificazione della dieta volta a ridurre l’introito degli alimenti istamino-liberatori (come ad esempio la frutta secca, i crostacei e gli inscatolati) in associazione ad una terapia antistaminica modulata sulla base delle caratteristiche del singolo paziente.

RAST IgE specifiche

L’acronimo inglese RAST sta per RadioAllergoSorbent Test ed indica un’indagine quantitativa molto sofisticata che permette di individuare e quantificare la presenza degli anticorpi della classe IgE specifici per molti tipi diversi di allergene, siano essi alimentari oppure respiratori.

Il riscontro di positività a questi anticorpi è un indice preciso e affidabile dell’avvenuta sensibilizzazione del paziente a quel dato allergene e pertanto lo pone a rischio di sviluppare una reazione allergica IgE mediata (ad esempio l’orticaria/angioedema, alcune forme di dermatite atopica oppure le allergie alimentari).

Consiste in un prelievo venoso tradizionale e non comporta preparazioni particolari da parte del paziente. L’analisi fornirà il valore preciso delle IgE specifiche per ogni allergene testato, permettendo di stabilirne il titolo e quindi l’intensità della reazione che si potrebbe avere nel caso in cui il paziente dovesse venire a contatto con la sostanza testata.

Nel nostro centro è disponibile un’ampia serie di IgE specifiche e sono disponibili anche dei pannelli riassuntivi delle principali classi di allergeni.

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